Joker di Todd Phillips: un’analisi sociale

Come ignorare nel nostro primo articolo il film evento dell’anno che ha fatto discutere ma soprattutto riflettere tutti, stiamo parlando del Joker di Todd Phillips, che di tutto parla tranne che di una storia di un super eroe e il suo villain!

Nonostante il titolo del film sia Joker il film colpisce e stupisce Perché parte da un personaggio di fantasia per raccontare una storia reale, e la cosa che più spaventa delle storie reali non è la realtà ma la possibilità che le cose possano succedere o meglio succeder-ci.

Scendiamo più nel dettaglio a partire dalla trama:

Il protagonista ha un disturbo neurologico che lo porta a ridere quando è sotto pressione, o meglio sotto un certo tipo di pressione, quella emotiva denominata da emozioni tristi, in questo film il personaggio viene più volte picchiato, da persone visibilmente più piccole di lui, ed emarginato per questo disturbo. Questo lo possiamo ricondurre un po’ all’autismo, le persone con sindrome autistica (ricordate sempre di parlare di persona con disturbo ) spesso tendono a non rispondere in maniera socialmente accettabile, termine che sta ad indicare che solo l’abitudine ha concluso che quel determinato modo di salutare o di rispondere siano giusti, non che siano giusti nella effettiva realtà.

Spesso vi potrà capitare, se intraprenderete i miei stessi studi, di vedere una persona con sindrome autistica voi direte ciao e loro vi diranno Vaffanculo, ecco questo potrebbe essere causato dal fatto che in realtà sono felici di vedervi, non è scienza, magari pensano davvero che dobbiate andare a fanculo perchè onestamente non gli stati simpatici, ma se siete educatori e riuscite a suscitare il sentimento di antipatia in una persona con autismo, beh i miei complimenti. Tornando a noi questa risata fa si che tutti si allontanino da Arthur, rendendolo così l’emarginato, rendendolo così fonte del disagio e di inadeguatezza del suo interlocutore.

Si potrebbe allora pensare che almeno il contesto domestico allevi un po’ le sofferenze del protagonista, il contesto nel film ci appare protetto fino a che non incontriamo la madre che sembra poco meno che inferma e molto fragile ed ossesionata dal padre di Batman, esponente di quella che potremmo chiamare la Gotham bene, tanto da scrivergli una lettera al giorno per chiedergli aiuto, perchè, come si vede dalle inquadrature successive, l’interno della casa sembra protetto ma il palazzo è cadente e la città è invasa dalla spazzatura e dai ratti, Penny la madre di Arthur scrive a Thomas Wayne convinta che sia l’unico che ha mezzi, intendo mezzi econimici, e il carisma per poter salvare la città. La spazzatura e i ratti a livello filmico vengono lasciati sullo sfondo ma a livello psicologico e sociale possono avere doppio significato la spazzatura circonda il personaggio ma è anche come si sente il personaggio, un reietto, uno scarto.

La madre come dicevo non è poi un personaggio così rassicurante nella seconda metà del film si scoprirà che Arthur non è nemmeno suo figlio, che lo ha trascurato, e fatto anche picchiare dai vari compagni avuti, e che ha a sua volta un disturbo narcisistico della personalità.

Di questo disturbo narcisistico sembra che ne soffra anche Arthur che deve per professione truccarsi e che è spesso semi nudo, inoltre questa carrellata di informazioni strizza l’occhio alla teoria della componente genetica sui disturbi neurologici e mentali.

Colpiscono infine i colori e una frase in particolare che Arthur scrive sul suo quaderno che segneranno il suo passaggio definitivo ad esistere come Joker: “L’aspetto peggiore di avere una malattia mentale è che tutti si aspettano che tu ti comporti come se non ce l’avessi”. Arthur è consapevole del suo disturbo ed è spesso questo a metterlo in crisi nei confronti di sé stesso e della realtà che lo circonda. Il cinema si sa ha un sottotesto e un linguagio dato dall’utilizzo della fotografia e dei colori , ci sono colori principali come rosso, verde, marrone, arancione e blu che hanno un proprio significato anche a seconda del momento in cui vengono collocati.

Nella prima parte del film, prima dell’involuzione del protagonista, vediamo che i colori che circondano Arthur sono freddi o ad esempio neutri il protagonista è vestito di marrone così da confondersi con lo sfondo scuro della città, che presenta colori come blu, grigio o nero.

Quando abbandoniamo definitivamente Arthur e conosciamo il Joker i colori diventano più vivi e prendono un significato particolare a seconda di dove sono collocati questa volta non intorno al personaggio ma proprio sul personaggio, ad indicare la sua presa di consapevolezza.

Il colore verde lo troveremo sui capelli del Joker e lui volontariamente se lo farà scivolare sul corpo; il verde è da sempre un colore associato al mistero ma anche alla rinascita che può essere intesa in senso negativo, pensati a quanti cattivi anche solo delle vostre favole preferite sono legati al verde.

In questo caso il verde lo vediamo tra i capelli del protagonista simbolicamente quindi vicino al cervello ad indicare che ormai la sua visione è in quel modo ha scelto di essere cattivo.

Il blu sugli occhi potrebbe indicare che il Joker ha trovato la pace in ciò che vede, ormai è un idolo e il mondo che lo circonda non lo spaventa più, se ci fate caso infatti il trucco vicino agli occhi inizialmente è nero.

Il rosso è da sempre invece il colore più complesso da leggere ma qui assume sicuramente il suo significato più dirompente e pericoloso, è il colore del sangue di ui Joker ormai si è macchiato ed è anche il colore che ha un significato sessuale più forte degli altri non è un caso infatti che tra le prime cose che fa ci sia l’azione di baciare un ‘ anziana signora.

Ed infine a livello cromatico troviamo l’arancione che indica pericolo imminente ed infatti è proprio così che vedremo il Joker un pericolo imminente.

Questa è una prima analisi da un tema attuale e molto chiaccherato del momento , sicuramente non avrò detto tutto e approfondiremo nel corso del tempo gli argomenti specifici, sicuramente questo film ha fatto riflettere tutti e ha cominciato ad aprire un discorso sulle malattie mentali su cui ancora c’è un forte tabù.

E voi avete visto il Joker? Cosa ne pensate?

fateci sapere e ci sentiamo al prossimo articolo!

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