L’educazione nell’antica Roma- Storia della pedagogia e dell’educazione 3

Dopo aver visto la nascita e l’epilogo delle varie età attraversate dall’antico popolo greco, sia a livello storico che educativo, non potevamo , questa settimana , non parlare dei loro “cugini diretti”, ovvero gli antichi romani.

Parlando dell’antico mondo romano dobbiamo procedere per le tappe storiche in cui convenientemente suddiviso:

La monarchia, che nasce con Romolo nel 753 a.C. e termina nel 509 a.C con la nascita della Repubblica che a sua volta terminerà con la fine dell’impero nel 476 d. C con la deposizione di Romolo Augustolo.

La cultura del mondo romano è stata influenzata da più popoli , come ad esempio gli etruschi, i greci e gli arabi, solo per citarne alcuni fino ad assimilarli tutti.

Al tempo della monarchia la cultura si basava soprattutto sull’agricoltura e le conoscenze agricole erano ritenute le più importanti , in famiglia veniva data la prima educazione : il pater familias controllava tutto.

L’educazione viene divisa tra generi : la donna si sarebbe dedicata ai lavori domestici (come per esempio la lavorazione della lana) mentre gli uomini alla guerra o alle arti economiche; non c’erano scuole ma maestri e pedagoghi privati tutto era controllato dal padre di famiglia.

Le scuole nasceranno con l’avvento della Repubblica : a sei anni i bambini (e in casi rari anche le bambine ) vengono mandati ai ludus litterarius , che potremmo paragonare a una moderna scuola elementare, sotto la guida dei ludi magister , ovvero maestri di scuola . Successivamente una minor parte di ragazzi accedeva alle scuole di grammatica , musica, astronomia, geometria, greco e latino . A quei tempi c’era anche una scuola considerata di élite ovvero la scuola di retorica dove si imparava la “professione di oratore”. Questo sistema aveva lo scopo di dividere in classi la società romana così da avere controllo su quella che potremmo definire la futura “classe dirigente “.

È in questa epoca che incontriamo importanti riflessioni pedagogiche sui mezzi di educazione e sulla divisione tra scuola pubblica e privata fatte da : Quinto Orazio Flacco, Marco Porcio Catone, Marco Tullio Cicerone.

L’educazione al tempo dell’impero cambia radicandosi sempre più nelle scuole come fondamenta veicolo di formazione. Durante l’impero le scuole divennero pubbliche a carico dei comuni , in particolare quelle primarie . Le scuole si basavano sempre sull’arte della parola e alla scrittura poiché erano materie che davano accesso alla carriera pubblica e privata , rimanevano intatte le scuole di arti manuali.

A questi due tipi di formazione si aggiunge il paedagogium tramite il quale servi e schiavi venivano formati all’interno delle dimore dei loro padroni . La figura più importante di questa epoca sarà Quintiliano che con la sua opera “Institutio oratoria” affermerà l’importanza dell’educabilità dell’essere umano fin dall’infanzia .

Proprio quando si raggiungono queste importanti riflessioni sul mondo educativo la fine dell’impero arriva nel 476 d.C e sarà proprio questo caduta unità all’avvento del cristianesimo a provocare nuove evoluzioni in materia di pedagogia ed educazione .

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