Storia della pedagogia 8-Pedagogia nella prima metà del 900

Per capire l’evoluzione della pedagogia nei primi cinquanta anni del novecento, dobbiamo prima analizzare gli avvenimenti storici che cambiarono la società di quegli anni.

Nella prima metà del XX secolo nasce la società di massa, molte famiglie si spostarono infatti verso i centri urbani; questa società di massa ha definito di conseguenza una nuova concezione dell’uomo. Dell’uomo si esaltano la sua individualità e i suoi bisogni,che però allo stesso tempo si sono spostati verso un omologazione.

A livello politico si sono consumati molti scontri tra regimi totalitari e sistemi liberaldemocratici , infatti fu purtroppo in questa epoca che ci furono ben due guerre mondiali .

Tutto questo come influenzò la pedagogia e l’educazione ? Beh , sicuramente per colpa delle varie dittature si ebbe una involuzione rispetto al secolo precedente , poiché l’individualità veniva soffocata in favore dell’idea e dell’obiettivo totalitario. Allo stesso tempo però la scuola, o meglio i vari tipi di scuola, erano il miglior veicolo per plasmare le menti e di conseguenza nei vari anni si continuò a modificare la struttura e le leggi della scuola.

Andiamo adesso ad analizzare alcuni tipi di scuole.

Le scuole nuove: quando si parla di queste scuole ci si riferisce a un insieme di esperienze educative che vengono definite come esperienze attive e praticano un’educazione nuova, progressiva ,non si tratta di iniziative statali ma bensì dei singoli insegnanti. Queste iniziative venivano prese poiché c’era una insoddisfazione per la scuola e anche grazie allo sviluppo della psicologia dello sviluppo e all’ambiente naturale.

La figura più importante che si collega alle scuole nuove e quella di Maria Alberti con la sua “scuola serena” in cui il maestro era il sollecitatore che portava i bambini a socializzare grazie all’utilizzo di oggetti quotidiani.

Rosa e Carolina Agazzi a Mompiano fondarono una scuola materna estremamente innovativa ,dove la maestra assolveva anche la funzione materna ed erano molto importanti l’ambiente e gli oggetti didattici: il giardino dove si facevano attività libere, le cianfrusaglie ,oggetti più disparati portati dei bambini e i contrassegni.

Le sorelle Agazzi davano importanza alla funzione educativa dell’ordine, infatti ,con i contrassegni i bambini segnavano i loro oggetti così da poterli ordinare per colore, forma e uso e così si stimolava la capacità di osservazione mentre nominarli stimolava l’apprendimento della lingua.

Giuseppina Pizzigoni fondò la scuola

rinnovata : che formava la coscienza del carattere e preparava i ragazzi all’esperienza di vita. Il metodo era quello naturale ovvero l’imparare basato sulla verità e sulla osservazione, in sintesi poche parole e molti fatti.

Ovviamente tutto questo è stato spinto da un forte attivismo pedagogico con un forte impianto sia teorico ma anche pratico i caratteri dell’attivismo furono l’essere un movimento di portata mondiale soprattutto anche grazie a Maria Montessori e John Dewey.

I caratteri fondamentali dell’attivismo furono il puerocentrismo ovvero una nuova e moderna concezione dell’infanzia considerato il momento fondamentale per la formazione dell’educazione del bambino. L’esperienza che deve riconoscere l’importanza che ha il rapporto tra il soggetto e l’ambiente circostante data in particolare dal gioco e l’educazione alla socialità.

È qui che si inserisce il metodo globale di Declory un medico neurologo psicologo belga che studio lingue individualizzazione dei vari metodi di insegnamento la globalizzazione cioè il modo in cui il bambino percepisce la realtà globale e che i criteri di interesse sono i diversi punti focali dell’attività scolastica gli alunni infatti sono guidati dall’osservazione scientifica dall’associazione e dall’espressione dello studio dell’Our ambiente.

Claparade invece fondò il funzionalismo pedagogico che aveva due aspetti fondamentali : meditazione funzionale cioè così come l’evoluzione della specie fa anche l’attività psichica risponde ai bisogni di rapporto con l’ambiente, e allo stesso modo deve fare l’educazione . Si basava sulla “scuola su misura” cioè lo Stato che va a essere a misura di educando.

Cousinet : è stato un educatore pedagogista francese che sviluppò il metodo del lavoro per gruppi poiché secondo lui le attività socio ludiche erano fondamentali sia livello di attività scolastiche che livello di attività di cortile per il bambino per sviluppare coscienza linguaggio e movimento, e quindi crescere grazie al confronto coi suoi coetanei e/o simili.

Freinet invece Importo di metodo della stamperia a scuola ovvero secondo lui cooperare ad esempio ad un gioco o ad un giornalino scolastico era fondamentale per la crescita dei ragazzi e basava il suo pensiero sulla pedagogia popolare.

Abbiamo visto prima che i due grandi esponenti di riferimento della pedagogia del primo novecento furono Maria Montessori e John Dewey .

Maria Montessori era ,prima di essere la pedagogista che tutti conosciamo , un medico e questa sua inclinazione all’ambito scientifico le fu molto utile anche nello sviluppare il suo metodo educativo.

Proprio grazie alla sua carriera medica si avvicinò a molte famiglie bisognose e volendo aiutare i figli che molti creò “la casa dei bambini”. In questa casa dei bambini l’ambiente educativo era studiato nei dettagli per garantire ai bambini lo sviluppo delle loro potenzialità e bisogni . Il materiale era scelto con cura .

Montessori infatti rifiutava il concetto di disciplina la riteneva più utile associata alla parola attività , ovvero va bene educare i bambini tutti giorni però non in una maniera fissa e totalitaria come volevano appunto i governi di quel tempo . Per lei doveva essere una disciplina libera.

Il pensiero montessoriano si può riassumere in tre punti fondamentali: la osservazione scientifica che parte dalle sensazioni e prende spunto da discipline diverse, la fiducia nel libero svolgimento dell’attività del bambino grazie al tema della mente assorbente e la filiazione all’emancipazione sociale dei soggetti più deboli.

Per quanto riguarda John Dewey vissuto nello stesso periodo della Montessori sappiano che i suoi studi presero spunto da “L’origine della specie di Darwin “ e che basava la sua filosofia sull’incontro tra educazione e psicologia . Era fondamentale avere una buona formazione psicologica dell’insegnanti , in modo che comprendessero una dimensione etica dell’educazione . Diede vita a Chicago all’esperienza della “Hull house” un incontro tra scuola e servizi sociali dove istituì lo spirito della “new education”molto simile alla educazione a misura di bambino per la Montessori ma che basava i suoi principi su: l’affermazione per cui l’ educazione è una necessità della vita ,basandosi su due poli soggetto e ambiente e il processo educativo. I concetti di educatore ed educando e l’incontro tra essi quindi plasticità ,curiosità e suggestione.Il pensiero riflessivo che era un processo formato da cinque fasi: la suggestione ovvero la fase della motivazione, l’intellettualizzazione la fase della mente, L’osservazione è la fase in cui si osservava l’ambiente, la formulazione di ipotesi, ed infine il controllo cioè la fase di verifica delle ipotesi.

Il concetto di esperienza centrale nella sua pedagogia come continuo scambio reciproco, il superamento delle antinomie e il rapporto tra democrazie ed educazione.

Altre correnti che si formarono in questo periodo furono la pedagogia del neutralismo dove il massimo esponente fu Giovanni Gentile . Egli unificava pensiero e realtà, natura e spirito e dava vita a una filosofia che fonda il processo di insegnamento sull’unione spirituale tra docente e discente. Gentile fu autore della riforma scolastica del 1923 finalizzata alla riproduzione soprattutto delle classi dirigenti, nel periodo della sua riforma troviamo anche Lombardo Radice , che collaborò con lui allontanandosi poi a causa del fascismo, per il quale era molto importante avere una critica didattica didattica su la giro educativo. Per quanto riguarda la pedagogia cattolica si trovò spesso in conflitto con le varie teorie dei tempi fino a quando nel 1929 ,con i patti Lateranensi, tornò ad avere un primato educativo.

Il loro pensiero si basava sulla filosofia del personalismo ovvero la centralità della persona umana la polemica contro le filosofie che erano materialiste l’importanza dei valori cristiani. Gli esponenti furono Maritain e Mournier.

Per adesso finiamo qui ! Ci vediamo la prossima settimana la seconda metà del 900 che , ahimè , sarà il nostro ultimo appuntamento di questa rubrica. Alla prossima

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