Pedagogia di genere

Come detto nel precedente articolo partiamo subito a bomba con la prima materia che darò nella sessione invernale:pedagogia di genere.

Presso la mia università quest’esame è composto da due libri, di cui un testo fisso scritto dalla professoressa , e si intitola “ Genere e processi formativi :sguardi femminili e maschili sulla professione di insegnante” ( lascio in fondo i vari link anche gli affiliati Amazon) ed un testo a scelta bisognava scegliere tra due testi: “Gabbia di genere. Retaggi sessisti e scelte formative” scritto dalla mia professoressa insieme a Leonelli Silvia, e l’altro che invece, è appunto quello che io ho scelto, che si intitola “Storie di donne, autobiografia al femminile la creazione identitaria” che lei ha scritto con un’altra professoressa, molto famosa all’interno del mio ateneo che si chiama Simonetta Ulivieri ,forse se siete nell’ambito della pedagogia o della formazione dell’infanzia sicuramente avete letto qualcosa di lei.

Per questa mia “avventura” universitaria ho deciso ,avendo io un Kindle che se qualche libro riesco a trovarlo in formato digitale, sia per risparmiare ma anche per risparmiare al mondo la carta e tutto quello che ne consegue, lo avrei acquistato lì. E per questo esame ho e acquistato il testo fisico, il testo fisso sul sito del libraccio,pagandolo quindi a un buonissimo prezzo perché era usato ma era veramente intonso. Io personalmente, fin da quando andavo alle superiori mi sono sempre trovata molto bene con il libraccio perché devo dire che hanno un’attenzione nel scegliere e anche nell’acquistare ( perché tante volte ho anche venduto dei libri usati) veramente al top quindi ver ve lo consiglio se riesco magari vi lascio anche di questo link e invece per quanto riguarda il libro scelta l’ho trovato in versione Kindle e l’ho preso lì, tra l’altro io mi trovo benissimo con il Kindle, me lo ha regalato quello che oggi a mio marito mi trovo dieci, comunque io mi comprerei tutti libri del mondo (perché sono tipo la mia “comfort zone”) ma se continuo a comprarmene così tanti alla fine non ho più spazio vado fuori io di casa . Kindle vi aiuta moltissimo a risparmiare spazio ad avere tutti i libri che vi servono inoltre è comodo anche per studiare perché voi con il semplice gesto delle dita potete sottolineare e e poi potete accedere dal vostro account Amazon ,perché è un prodotto Amazon tant’è vero che ci sono anche degli abbonamenti, quello più famoso si chiama Kindle al limited ma io non l’ho mai provato (per ora !!)e dal vostro account vedete tutte le cose che avete sottolineato e in più , cosa che vi aiuterà nello studio, è quando vedete delle frasi che sono sottolineate da tantissime persone, è super utile se state preparando un esame come me e sempre come me non avete la possibilità di frequentare le lezioni. È veramente un prodotto che mi ha cambiato la vita, chiaramente sfogliare un libro è un’altra cosa , però siamo al 2023 e dobbiamo anche essere pratici inoltre in questo modo potete anche leggerlo sull’autobus se siete in aereo e così via.

Rispetto alla triennale avendo maturato un po’ più di .. ehm cervello, cosa faccio di diverso? Mi vado a vedere il profilo dell’insegnante , cioè non mi limito solo al sito dell’ università, me lo cerco e lo cerco su LinkedIn me lo cerco su YouTube e guardo le interviste vedo anche le altre opere che ha fatto e in questo caso mi sono imbattuta appunto nel della mia professoressa e ho trovato delle cose veramente interessanti e mi ritrovo molto in quello che pensa. Tutto questo lo dico prima di dare l’esame e quindi è un giudizio a prescindere dal voto ed è una cosa che io dico sempre anche a i ragazzi che che seguo , e che avrei voluto dirmi molto tempo fa ed è: tu non studi per il voto , il voto non dice niente di te ma solo di te in relazione a quel dato argomento ed è normale che tu ti relazioni meglio ad alcuni argomenti piuttosto che ad altri, tu studi per accrescere te stesso (e poi è chiaro il voto è un metodo di valutazione che secondo me non è neanche troppo giusto ma è l’unico che c’è oggettivamente) , per imparare a stare nel mondo , non studi per il fine del lavoro non studi per il fine di avere soldi. Proprio quest’ultimo concetto secondo me è il motivo per cui molte persone abbandonano l’università , perché molti scelgono magari la facoltà , ad esempio medicina perché sanno che i medici guadagnano bene ma se non hai la passione, se non hai la voglia di sacrificarti per il prossimo nella medicina in particolare, ma anche in tutti i lavori perché fondamentalmente tutti lavoriamo per i bisogni del prossimo non reggi la pressione dell’università. Perché comunque c’è una pressione, all’Universitá, c’è una pretesa, per quanto riguarda il tuo presente ma anche tuo futuro perché comunque l’università manderà te che sarai un professionista di quel settore nel mondo ad aiutare gli altri . Chiusa questa grande premessa, che però mi sta molto a cuore, voglio entrare nel vivo dell’esame o almeno nel vivo di quello che io ho capito dell’esame, di come l’ho studiato e di come lo sto qui ripetendo insieme a voi perché lo dovrò sostenere tra circa due settimane.

Sicuramente la cosa che dovete tenere a mente è anche la descrizione che troverete sul sito dell’università rispetto anche a quelli che sono gli obiettivi dell’esame nel caso di quest’esame vi riporto quello che viene scritto, quali sono le conoscenze che si presume io abbia alla fine dello studio? Essere a conoscenza e consapevole della storia dell’istruzione femminile, dei processi di scolarizzazione femminile, della femminilizzazione del corpo docente, del fenomeno della segregazione di genere e dell’importanza del racconto e della narrativa femminile e dell’identità di genere. È l’obiettivo finale è quello di diventare una professionista in grado di individuare gli stereotipi sessisti che agiscono in modo limitante sulla formazione di ragazzi e ragazze e limitano le loro scelte sia scolastiche che lavorative.

Quindi questo è quello che dovete sempre tenere a mente molto più del voto , dovete tenere a mente quello che questa materia vuole insegnarvi, le competenze che dovete sviluppare, talvolta anche quelle pregresse cioè quelle che dovete avere prima di approcciarvi a determinate materie e poi quali sono gli obiettivi.

Come approcciarsi a una materia che ha un testo fisso e dei testi a scelta? studiarvi prima il testo fisso perché sarà sicuramente quello più ostico che dovrete affrontare e poi quello a scelta perché perché solitamente il testo fisso dalle basi teoriche che vi permettono di analizzare il testo a scelta.

Iniziamo a studiare insieme:

Aprendo il primo libro la prima cosa che dovete guardare è sicuramente l’indice e troverete che può essere molto spesso nei libri universitari in fondo, come nel mio caso. La prima cosa che noto è che il libro è diviso in parti e quindi abbiamo: una prima parte, una seconda parte ed una terza parte che a sua volta è suddivisa chiaramente in capitoli. Una cosa che non dovete assolutamente mai tralasciare quando studiate all’università sono le premesse e l’introduzione perché molto spesso è come se fossero dei mini riassunti di quello che andrete a studiare. Io prima solitamente mi leggo tutto il libro sottolineando le cose più importanti e poi comincio a fare i riassunti di ogni capitolo, che devono essere riassunti, non riscrittura del libro. La prima parte parla del percorso storico che ha permesso l’accesso alle donne all’istruzione , di come prima gli fosse negato e perché gli fosse negato, facendo un excursus di tipo storico che dato che a voi piace molto la mia sessione di storia della pedagogia presumo vi piacerà anche questo !

Adesso comincia il mio ripasso ufficialmente di questa materia insieme a voi, mandatemi good Vibes per passare l’esame ma anche per farmi rimanere questi insegnamenti che mi hanno colpito molto e poi alla fine del mio ripasso vi farò sapere com’è andato l’esame e magari parleremo insieme di quello che ho imparato da quest’esame, quindi senza ansie let’s go.

Io solitamente prima mi leggo tutti i libri poi mi faccio degli appunti in questo caso ho fatto una prima parte gli appunti a penna e poi dato che mi stancavo molto a scrivere, ho cominciato a scrivere con la dettatura al computer io ho un iMac in casa e un iPad e mi trovo molto bene con la sintesi vocale di Apple ma so che c’è anche per gli altri dispositivi. Come dicevo questo è il libro è diviso in tre parti nella prima parte che è quella che andremo ad analizzare oggi andremo ad analizzare le questioni di genere che non hanno risposta, il superamento degli stereotipi sessisti nella scuola ed anche nella letteratura che viene insegnata.

Si parte dal 1995 a Pechino alla conferenza mondiale sulle Donne riunite dove analizzando tutti i vari aspetti della vita delle donne ne sono emersi in particolar modo due: l’ empowerment femminile e l’istruzione e la formazione delle donne. In realtà ne emerge un dato molto critico, nonostante si vada sempre più verso un mondo occidentalizzato e dove apparentemente ci sembra che le donne abbiano un maggior controllo sulla propria vita, le donne muoiono per la maggior parte e per la maggior parte sono la categoria di persone che viene meno istruita soprattutto nei paesi, che sono ancora molti in via di sviluppo o quelli del terzo mondo , quindi possiamo affermare che le donne muoiono per due motivi: il primo è l’assenza di cibo che le colpisce maggiormente rispetto all’uomo e il secondo è perché non sono istruite e non sono formate alla sopravvivenza nel mondo, poiché il dato che emerge da questa conferenza è proprio quello che nel 64% degli paesi meno sviluppati gli analfabeti sono donne , nessuno di questi paesi infatti investe sull’istruzione delle donne e questo però mette un rischio un’ipoteca sulla società e per la società basta pensare ad esempio all’HIV . Se invece ci spostiamo sul piano dell’economia un paese non investe sulla cultura delle donne non permette di aprire dei propri business e quindi si fa del male da solo . E in Italia , come vanno le cose? Le ragazze hanno lo stesso accesso dei ragazzi al bene istruzione , questo grazie al 1968 e all’unificazione e all’obbligo delle scuole medie che fa entrare le ragazze a scuola, dal dopoguerra ad oggi infatti rimane crescente l’inserimento delle donne all’università e quello dei maschi invece è molto più contenuto.

Le donne sono sia cresciute di numero appena hanno avuto accesso sia alla scuola che alll’università ma sono anche qualitativamente le studentesse migliori poiché loro rendimento è più costante e loro abbandoni e i loro risultati sono minori nel caso gli abbandoni e migliori nel caso dei risultati rispetto agli uomini è molto interessante quindi analizzare che i ragazzi superano performance dei ragazzi nei settori che sono quelli che noi pensiamo più femminili e viceversa. Questa situazione è analoga all’università così come alle superiori ed è chiaro che entrambi sessi rendano meglio quando intraprendono un percorso che è guidato dai propri interessi e non dai pregiudizi della società. Tutto questo va analizzato sull’asse della mobilizzazione e sottomissione che significa che la studentessa femmina si mobilita per andare a prendere il bene istruzione poiché lo interpreta come strumento centrale per costruirsi una propria identità e un proprio futuro soprattutto a partire dagli anni 70 si è vista l’evoluzione di questo fenomeno. Allo stesso tempo agisce un fenomeno detto segregazione formativa che sarebbe una suddivisione sessista che conduce le femmine verso indirizzi femminili mentre i maschi verso quelli maschili e questo rende ancora più evidenti le diversità e queste si riversano anche nel mondo del lavoro, il che non è un evento solo femminile anche i maschi subiscono una segregazione formativa e tutto questo è molto legato alla carriera e a motivi economici e sociali. Perché questo accade? Probabilmente perché le scelte delle donne non sono libere ma condizionate da stereotipi sessisti , che vivono ancora nella società e dalle difficoltà di trovare un lavoro legato al proprio corso di studi, il fatto che le donne quando devono scegliere la carriera (anche solo universitaria ) è lo stereotipo del sapere tecnico-scientifico più grande che ci sia nella nostra società, c’è ancora l’eratta convinzione che le donne non riescano o non siano brave abbastanza in quelle materie che noi consideriamo tecniche e scientifiche, questo perché? Perché nelle materie tecnico scientifiche non è previsto che ci sia un’emotività che possa prendere il sopravvento, anzi questa emotività deve essere messa da parte e secondo la società le donne non sono in grado di mettere l’emotività da parte e ci sono stati degli studi fatti da Brunner, Belotti e Harding che hanno dimostrato che tutto questo non ha senso, proprio perché come detto prima si è visto che le donne scelgono loro di più della dei lavori prettamente maschili e viceversa. Durante l’evoluzione storica che ha portato l’ingresso delle donne a scuola , ci sono stati anche colori che non hanno apprezzato e non erano sostenitori del fatto che le donne avessero pari accesso all’istruzione perché secondo loro ci sono degli effetti collaterali di questo fenomeno -che viene chiamato coeducazione-cioè l’educazione sia di maschi che le femmine lo stesso momento della stessa scuola ,il vero problema però risulta essere il fatto che le donne anche quando si trovano in un momento di apprendimento subiscono apprendimenti prettamente maschili, di una storia fatta da uomini ed insegnamenti tramandati in maniera maschile senza quindi avere delle figure femminili in cui riconoscersi ; non solo perché magari prima non erano così importanti ma anche perché non ci sono fonti o vengono nascoste per portare avanti questa narrativa di tipo maschile .

Esiste un legame tra segregazione formativa femminile e occupazione ci sono dati che ci fanno riscontrare i problemi di inserimento lavorativo per le donne , che sono strettamente legati a quelli dell’istruzione . L’ istruzione è sicuramente un buon investimento e le donne ci investono di più degli uomini, ma lo stesso tempo questo non è così ripagato nel mondo del lavoro mentre l’uomo ,che ha investito meno nell’istruzione, viene più facilmente assunto ed è più pagato rispetto alla donna. Anche nei casi in cui ci sia la pari opportunità le donne ,in media , accettano lavori dove la loro laurea non è richiesta rispetto agli uomini e quindi si può dire che nel mondo del lavoro riconoscimento delle lauree non è uniforme.

Secondo Iori la divisione di ambiti e spese caratterizza la situazione del lavoro , permangono i lavori da donna e quelli da uomo che sembrano nelle varie civiltà un mezzo per definire la propria identità sessuale. Keller invece sostiene che le scelte che sembrano obbligate per gli uomini e per le donne , hanno creato degli uomini che non sanno amare e delle donne che si tengono lontani dai sentimenti . Come abbiamo detto prima anche il problema di dover corrispondere a uno standard di virilità che viene insegnato agli uomini fin da piccoli e si riflette nel loro avere a che fare con le le l’abilità sociali. La scuola dovrebbe essere il primo teatro in cui vengono scalfiti gli stereotipi di genere ma ancora non riesce poiché non vengono rivisitati i programmi , i libri di testo, e le materie e non vengono resi più visibili i personaggi femminili ,di cui ad oggi sappiamo , all’interno della storia. È paradossale notare come invece le donne siano per la maggior parte coloro che vanno a costituire il corpo docente, a tutti i gradi di istruzione e quindi sono loro che dovrebbero rendere possibile questo processo ma allo stesso tempo è anche molto difficile accorgersi di questo poiché non si rende conto che è sempre in quel modo che ha vissuto all’interno di un’istruzione io tipo maschile.

Nel secondo capitolo si parla della femminilizzazione appunto del corpo docente che hai fatto un percorso storico quindi si dice che dal 1859 con la legge Casati , le donne potevano essere formate come maestri e che la scolarizzazione fu un obiettivo comune che però subì un arresto con la riforma gentile del 1923 che riportava l’insegnamento ai maschi e alle poche donne a cui è rimasta la possibilità di istruirsi del 1928, venivano fatte pagare doppie tasse per iscriversi sia alle superiori che all’università sarà solamente nel dopo guerra che torneranno ad insegnare anche perché ad oggi il luogo di lavoro dove vengono più accettate sono la scuola mentre rimangono ancora dei pregiudizi per quanto riguarda gli ambiti scientifici . Come ho detto prima le insegnanti non si rendono sempre conto di essere le custodi di una scuola sessista, un libro che è stato rivoluzionario in questo senso è stato quello del 1967 ovvero “lettere a una professoressa” scritto dai ragazzi di Barbiana, questi ragazzi praticamente scrivono una lettera aperta alla loro professoressa dove criticano il suo modo di insegnare rendendola però allo stesso tempo responsabile del fatto che quello che lei insegnerà loro sarà quello che li formerà nel mondo. Qui si pone l’accento sul fatto che l’ingresso della donna scuola è strumentale al mercato del lavoro poiché così vengono abbassati i segmenti deboli del mercato e non si debbano accettare gli uomini nei segmenti deboli . È del mercato è del 1973 un’opera molto importante sarà quella di era Gianni Belotti che purtroppo è venuta a mancare meno di qualche settimana fa ed è “Dalla parte delle bambine” dove appunto analizza come la società tratti le bambine o le donne anche all’interno del mondo dell’istruzione.

Un altro aspetto importate da analizzare è la condizione sociale degli insegnanti all’interno della scuola italiana, come ha fatto l’indagine che del 1999 dalla quale è emerso che prima questa professione era una professione di prestigio ma perché perché lo stipendio e le persone a cui è destinato l’accesso al mondo della scuola sono le donne. In Italia è accettato che le donne guadagnino meno e che di fatto solamente contribuiscano alla famiglia e perché il lavoro dell’insegnante è strettamente legato anche al ruolo di mamma perché si lavora la mattina e il pomeriggio ci si può dedicare alla famiglia, quindi è anche un motivo non solo sociale ma anche economico quello per cui la maggior parte del corpo insegnante è formato da donne. Come si cambia però quindi questo aspetto della società ? Tramite la rappresentazione della professione che può essere : soggettiva oggettiva o ideale , quando diciamo soggettiva vuol dire che c’è una contrapposizione tra l’impiegato e la professionista, quando diciamo oggettiva dobbiamo analizzare la condizione attuale e quando diciamo ideale sarebbe la condizione che dovrebbe rappresentare al meglio la professione, la professionalità e la professionista così come è importante anche la motivazione all’insegnamento e l’identificazione della professione perché motivazioni forti danno insegnanti più motivati. Possiamo imbatterci infatti in quattro tipi di insegnanti che solitamente sono : quelli persistenti ,quelli delusi ,quelli non motivati che si sono adattati e quelli non motivati che non si sono adattati. Anche da qui capiamo che ci può essere una svalutazione del modo femminile di fare scuola poiché non causa dell’economia del dono che è un’economia dove non si guarda i soldi ma alla rilevazione sociale quindi la moneta in quest’economia è la reciproca soddisfazione di chi dà e di chi riceve piuttosto che il guadagno economico. Ulivieri dice che le donne hanno una colpa storica cioè hanno raggiunto la professione di insegnanti ma facendo sempre prevalere il genere maschile nonostante l’alcuni degli ultimi anni siano cambiate un po’ di cose mentre Barbara Mapelli sottolinea l’importanza che le donne di varietà generazioni continuino ad essere a scuola per portare un cambiamento. In generale si osserva e ci si aspetta di più, un cambiamento migliore anche dal genere maschile , poiché molti vedono nella scuola il luogo giusto per riprendersi collettivamente in quanto uomini e in quanto donne e quindi ci dovrebbe essere un’attenzione al genere sia maschile che femminile fondamentale per creare un nuovo senso della propria riflessione poiché l’identità professionale non può essere pensata o costruita senza un adeguata riflessione sulla propria identità individuale e questo vale per entrambi generi e solo questo può portare una nuova identità e quindi a una cultura e di conseguenza ad una scuola migliore con la migliore qualità.

I punti da tenere a mente ,se gli insegnanti ma soprattutto le insegnanti donne, vogliono rivoluzionare al meglio il mondo della scuola partendo anche da un’ottica di genere sono :

la consapevolezza della propria identità sessuata e l’influenza che ha nel rapporto con studenti e studentesse

-la consapevolezza delle esigenze di alunni e alunne in base al loro genere appunto

-la consapevolezza che nel sapere c’è un sessismo che è insito derivato appunto da anni di storia o anni cultura che è stata tramandata in quel modo.

Qui finisce la prima parte (o almeno quello che io ho capito della prima parte ) per me è veramente molto interessante, io l’ho riassunta 11 pagine mentre le pagine del libro- anche se io non sono molto una che guarda da quante pagine è quest’esame ,non lo trovo sensato -le pagine del libro sono circa 70. Se anche voi state dando quest’esame o siete interessati a questo argomento scrivetemi. #staytuned .

Link:

Gabbie di genere: https://amzn.to/3Xg3mjC

Storie di donne: Storie di donne. Autobiografie al femminile e narrazione identitaria https://www.amazon.it/dp/B0875S4C5S?ref_=cm_sw_r_apin_dp_9W3DHZQQPWCCM9TAC9JS

Testo fisso: https://www.ibs.it/genere-processi-formativi-sguardi-femminili-libro-irene-biemmi/e/9788846720535

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