Pedagogia di genere -3 parte

In questa parte si parla della ricerca empirica svolta prendendo come campione scuole medie e superiori dell’area Fiorentina , anche qui possiamo suddividere il capitolo in due parti : nella prima emergono alcuni nodi problematici che concernono il rapporto tra donne e istruzione (dove emerge una carenza di studi e ricerche di tipo empirico all’interno del nostro paese ) mentre nella seconda parte viene presentata una riflessione, di tipo metodologico, sulla ricerca narrativa( che dimostra la stretta affinità che lega alle proposte metodologiche avanzate dalle studiose femministe per indagare le questioni di genere). L’obiettivo era analizzare obiettivo era come fosse stato recepito, ed eventualmente trasferito nella pratica didattica, il patrimonio culturale di ripensamento dei saperi tradizionali che gli studi femministi hanno fatto emergere negli ultimi decenni ma possiamo dire anche il fine ultimo fosse quello di valutare la possibilità di intraprendere il percorso di consapevolezza di genere schematizzato in tre fasi fondamentali: consapevolezza della propria identità sessuata e della influenza che l’essere donna o l’essere uomo può avere nel processo formativo e nel rapporto con studenti e studentesse, consapevolezza della diversità delle esigenze degli alunni e delle alunne, consapevolezza del sessismo insito nel sapere trasmesso a scuola nelle varie discipline.

Prima parte: nodi tra donne e istruzione

I TEMI TRATTATI

1- LA SCELTA DELLA PROFESSIONE

CONCLUSIONE:

La discriminante più forte è di tipo generazionale: nella vecchia generazione di insegnanti la scelta è connotata da tratti di semplicità e linearità che contrastano con la complessità e la problematicità che caratterizza invece i racconti della nuova generazione.

Se si analizzano le motivazioni della scelta ci sono due macro categorie: le motivazioni esterne cioè i condizionamenti sociali e le motivazioni interne cioè i fattori personali. Ad esempio: famiglia incide spesso negativamente nella scelta di fare l’insegnante così come anche il fattore economico per molti giovani docenti maschi che ritengono che sia molto raro che si scelga l’insegnamento come prima scelta partendo da una forte motivazione iniziale di solito è un lavoro per ripiego e in seguito ci si appassiona.

2-LA FORMAZIONE INIZIALE E L’AGGIORNAMENTO

CONCLUSIONE:

in questo caso vengono poste due domande aperte: ritiene di avere ricevuto una formazione professionale adeguata per svolgere bene il suo lavoro? E in quale ambito avvertito maggiori difficoltà e quindi una maggiore esigenza di corsi di aggiornamento o formazione in servizio? Anche qui risultati fanno emergere differenze significative tra le generazioni( più che tra i due sessi) lo scarto è amplificato dal fatto che alcuni dei docenti più giovani sono entrati a scuola dopo avere intrapreso l’esperienza della scuola di specializzazione mentre secondo molti di vecchia generazione in realtà non erano assolutamente formati abbastanza bene ma si sono dovuti inventare più o meno la professione spesso facendo riferimento a quelli che erano i loro ex insegnanti. Secondo molti c’è necessità di ripensare la formazione universitaria perché pone scarsa attenzione agli aspetti metodologici e didattici perché mancano le basi della pedagogia

3-L’IMMAGINE DELLA PROFESSIONE (immagine di sè, aspetti positivi, negativi e della classe insegnate)

CONCLUSIONE:

La parte centrale dell’interviste vuole sondare la modalità di rappresentazione della professione da parte dei docenti le domande che vengono poste sono riguardanti la rappresentazione del lavoro di insegnanti quali sono gli aspetti più gratificanti del lavoro, quali sono gli aspetti negativi, che immagine secondo insegnanti alla società della loro categoria, e per ultima che immagine si fanno gli insegnanti della categoria degli insegnanti.per quanto riguarda l’immagine di sé emerge una differenza che è riconducibile al genere degli intervistati cioè la domanda viene interpretata in modo diverso da docenti donne docenti. Gli uomini rispondono come se gli venisse chiesto che funzione ha il lavoro della loro vita mentre le donne come si inserisce il lavoro all’interno della loro vita.Secondo tutti la cosa che manca è una valutazione anche sui docenti.chiaramente non è sempre facile distinguere tra aspetti positivi e negativi perché ci sono tre aspetti fondamentali di fatto che sono: la relazione ,l’orario, e l’assenza di carriera che hanno aspetti sia negativi e positivi.

4-IL RUOLO IDEALE DELLA SCUOLA E DEL BUON INSEGNANTE.

CONCLUSIONE: in questa parte dell’intervista i docenti hanno cercato di delineare il loro modello ideale di scuola e del prototipo del buon insegnante, chiaramente ognuno ha la sua idea quindi il quadro è stato molto complesso e variegato indicativo di una mancanza di un punto di vista condiviso sull’idea stessa di scuola educazione e chi sarebbe un buon insegnante. Gli intervistati dalla domanda che gli viene fatta si sono fatti da soli a farsi altre domande come ad esempio le funzioni ideali che dovrebbe avere la scuola e quei compiti che la scuola non riesce a realizzare c’è cosa non riesce a fare e quelli invece la scuola riesce a fare bene. Chiaramente la scuola a delle funzioni ideale la prima è chiaramente sempre istruire ma spesso il termine istruire il termine educare vanno in contrapposizione mentre la scuola dovrebbe innanzitutto offrire un istruzione di base e secondo molti non deve contrapporsi o sostituirsi alla famiglia nel ruolo di educare. Per molti è un po’ un illusione che insegnanti servono a qualcosa di più per i ragazzi che insegnare la materia.

5-ASPETTI RELAZIONALI(il maternage, il rapporto con alunne e alunni, e quello con colleghe e colleghi)

Un primo nodo da sciogliere riguarda il tema del maternage il rapporto che si crea tra donne insegnanti e studenti poiché sembra che le donne , per la maggior parte, riescano a creare un legame quasi materno . Questa è una questione probabilmente prettamente femminile perché da una parte le donne hanno la tendenza a rapportarsi in modo più affettuoso con gli studenti che risultano più interessate alla loro vita a differenza degli uomini. Chiaramente questo aspetto non può e non deve sempre essere valutato in maniera positiva perché può creare anche dei conflitti ed è vero che non tutte le donne fanno così alcune rifiutano categoricamente il ruolo di amica per rivendicare ruolo professionale ma da quello che emerge questa intervista comunque il maternage risulta essere una problematica quasi esclusivamente femminile anche se gli uomini in una minima parte affermano che possono essere coinvolti emotivamente ma cercano di nascondere controllare le emozioni perché di solito per il sesso maschile sono considerate un segno di debolezza. Chiaramente questo cosa crea due posizioni contrapposte se l se l’insegnante donna rischia di essere considerata mamma anche l’uomo considerato padre ma anche amico e confidente degli studenti alcuni di fronte a questi episodi reagiscono in maniera rigida e decisa ribadendo la gerarchia mentre altri assumono la funzione di guida della classe tutto questo è possibile improntanti rapporto educativo non sull’amicizia ma sul rispetto e la fiducia che si possono ottenere attraverso regole condivise tra docenti e ragazzi.

Per quanto riguarda il punto sul rapporto con gli studenti molti hanno risposto in maniera più spontanea di getto questo perché chiaramente è molto facile rapportarsi con i ragazzi chiaramente per docenti piu giovani e più facile perché magari hanno una età più vicina . Altri parlano di regole dichiarate in modo Franco e molti sono gratificati dal fatto anche a distanza di anni per loro è un segnale di buona riuscita del rapporto chiaramente non si può fare di tutta un’erba un fascio ma bisogna di sicuro analizzare le differenze che si percepiscono il rapporto con gli alunni alle alunne chiaramente su questo aspetto gli intervistati su questo punto hanno dovuto riflettere un attimo di più e a differenza della domanda precedente qui i toni delle risposte diventano secchi e decisi mentre altri non hanno difficoltà ad ammettere che il rapporto con l’uno con l’altro di solito le donne maggiormente con le alunne e gli uomini con gli alunni.

Anche se in realtà sono più spesso le alunne a cercare un legame un po’ più confidenziale rispetto agli alunni maschi. Un altro aspetto particolare che emerge è che le ragazze abbiano meno bisogno di essere tenute sulla corda e quindi si cerca di instaurare un rapporto un po’ diverso con i maschi perché tendono ad essere più distratti da prendere meno sul serio il percorso scolastico.per quanto riguarda invece il rapporto tra colleghi emerge che ci sia un’opinione diffusa che i docenti maschi ,secondo le docenti donne, prendono troppo sul serio loro mestiere perché il loro lavoro secondo loro è talmente importante che poi rischiano di rimanere ancora più delusi e frustrati quindi succede che gli insegnanti hanno la tendenza a porsi al centro del rapporto educativo e a vivere la relazione con gli studenti come una prova del proprio successo e questo atteggiamento è invece tipicamente maschile e controproducente perché fa perdere di vista la centralità dell’allievo . Molti ritengono che la rigidità maschile sia frutto di un retaggio culturale che impedisce loro di darsi rapporto con gli alunni.molti ritengono che la differenza di genere è la variabile del tutto il rilevante dei rapporti con i colleghi perché quello che conta è la disponibilità a collaborar è e la possibilità di imparare gli uni dagli altri senza distinzioni di sesso età o politiche.

6-LE RAGAZZE E I RAGAZZI DI OGGI( futuro generazionale + quello dei ragazzi e ragazze)

CONCLUSIONE: la nuova generazione di insegnanti evidente atteggiamenti di maggiore empatia e vicinanza nei confronti degli studenti ma non nasconde preoccupazioni fondate mentre quelli di vecchia venerazione evidenziano un contrasto tra l’aspetto esteriore dei giovani che spesso appare e provocatorio con la fragilità interiore che li caratterizza. Secondo loro la responsabilità è della famiglia in primo luogo dei vari educatori perché gli hanno tolto il senso della fatica cioè del lavorare intensamente per raggiungere l’obiettivo e un’altra critica è quella di non essere mossi a combattere per una causa comune perché non sono più capaci di stare insieme né socialmente né politicamente. Viene fatto su questo giudizio di genere cioè secondo loro sono più fragili studenti e le studentesse? Chiaramente emerge che le ragazze sono più facili da gestire mentre ragazzi sono più agitati ma spesso i ragazzi hanno problemi di affermazione di sé legati al loro aspetto fisico perché per loro la bellezza appare ancora come un problema centrale questo cambia quando le ragazze canalizzate sono quelle di una scuola prevalentemente maschile dove loro sembra vero atteggiamento più forte e più spavaldo mentre ragazzi sembrano più fragile di immaturi.

I vari corpi docenti non sono d’accordo sul fatto che la scuola italiana possa promuovere le pari opportunità.

7-SCUOLA E PROBLEMATICHE DI GENERE(La femminilizzazione del corpo docente e la sessuazione del sapere)

CONCLUSIONE: da qualche decennio del nostro paese stiamo assistendo a un incremento della componente femminile a tutti i livelli di istruzione e dobbiamo chiederci che cosa ha provocato la femminilizzazione del corpo docente? Per quanto riguarda le cause molti sostengono che l’insegnamento abbia delle prerogative che lo rendono più congeniale alle esigenze femminili come innanzitutto l’orario di lavoro che permette di occuparsi della propria famiglia, dei propri figli per vivere una vita tranquilla e gestire i tempi in autonomia che è una vantaggio ulteriore per la donna, anche lo stipendio che di solito è giudicato da tutti in adeguato è più accettabile se riferita una donna perché così la donna contribuisce perché la donna in questo mondo possono contribuire al bilancio familiare. Inoltre, secondo alcuni, le donne per natura sono più portate a questo mestiere. Per quanto riguarda il fronte maschile bisogna chiedersi come mai gli uomini non vogliono più fare gli insegnanti? secondo molti gli uomini stiano fuggendo dalla scuola perché perché spesso si auto percepiscono come falliti e frustrati ,perché lo stipendio non è adeguato e perché essendo l’uomo colui che si vede attribuire il ruolo di capo famiglia non può accettare uno stipendio che sia sotto una certa soglia e che oggi si entra scuola troppo tardi e gli uomini non hanno il tempo di aspettare.

Analizzate le cause bisogna analizzare anche quali possono essere gli effetti di questo processo delle risposte in questo caso sono un animi ovvero che per tutti la femminilizzazione viene considerata da tutti un fenomeno negativo nell’insegnamento così come in tutti gli altri lavori sarebbe meglio la compresenza di uomini e donne .

Qui si conclude il primo libro vi farò un ultimo articolo sul secondo libro e poi esame, inizio a sentire un po’ la tensione 😬

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